
人机共生的神圣图景 - 樊易欣
A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin
当算法逻辑邂逅宗教哲思,当数字媒介叩响传统信仰之门,中国艺术家樊易欣以人工智能为核心创作语言,开启了一场跨越古今的精神对话。她立足于技术与信仰的交汇地带,突破“人工智能仅是工具”的固有认知,将算法视为参与创意生成的共生主体,使理性的技术系统生发出温润而深沉的人文意涵。在虚拟与现实的边界之上,艺术家不断探索宗教艺术在当代语境中的新型表达路径。
本次展览集中呈现樊易欣的三大核心系列作品——《晶灵符咒》(Crystal Charms)、《神性凝望》(Mystic Gaze) 与 《月下慈光》(Lunar Grace)。《晶灵符咒》以琉璃般通透的数字质感为视觉载体,将宗教中的神秘符号进行拆解与重组,转化为流动的光影形态。晶体的折射与符咒的隐喻彼此交织,既呼应“身如琉璃,内外明彻”的东方禅意,又借助 AI 的解构与生成能力,为古老符号注入崭新的视觉张力。《神性凝望》聚焦宗教艺术中极具象征意味的“眼”之母题,剥离繁复的具象描绘,以极简的线条与色块构筑出沉静而深邃的凝视。这目光既象征神性的显现,也映照出当代个体对信仰本质的持续追问,在扁平化的视觉语言中直抵精神层面。而《月下慈光》则营造出一片被月光笼罩的静谧场域。树木、生灵与佛像的意象在其中若隐若现,人工智能算法将自然的灵动与佛像的慈悲相互融合,使柔和的月色成为连接万物的精神纽带,铺陈出一方宁静、安和的心灵之境。
三大系列虽在视觉语言与主题侧重上各不相同,却共同指向“技术如何赋能信仰表达”这一核心命题。樊易欣以其独特的创作方法,使人工智能成为文化记忆与精神经验的承载者,在不断变幻的数字光影之中,唤醒观众对传统信仰的当代思考,也为宗教艺术在新时代的转型与延展,提供了富有启示意义的全新可能。
樊易欣是一位年轻的艺术家,在某种意义上可以合理地被视为一位“浪漫主义者”,因为她如同一位“行旅者”,在当代语境中寻找一种神圣性的维度——这种神圣性如今往往需要借助那些去人格化的身份与研究工具来衡量。她的艺术可以被称为一种“泛神论式”的艺术,因为它是一个建立在“自然 / 人工”二元关系之上的世界的有机组成部分,通过不断构建一个充满象征性与虚拟性的维度而形成。
在Civico 23画廊举办的个人展览中,她呈现了三个系列的作品:摄影、图形以及地形系列。这些作品提出了许多问题,而这些问题理应引出同样多的答案。事实上,樊易欣作品中所蕴含的复杂性,正体现在这些作品与观者之间建立起来的关系之中。乍看之下,这些图像呈现出一个丰富多彩的符号世界,这些符号以某种方式引导观者获得一种愉悦的感知——并不令人不适,反而完全符合绝对平衡与对称的美学标准。一切似乎都在回应一种愉悦的共享:几何形状、动物以及行星的形象,共同构成一个令人信服的、和平存在的宇宙。然而,当观者被要求将这些图像理解为一种“与他者的关系”的结果时——在这里,这个“他者”正是人工智能——情况便发生了变化。这些作品的沉默与其真实本质之间形成了一种更为强烈的不协和感,我们仿佛被抛入一个既熟悉却又常常充满不可预测转折的维度之中。

展览“人机共生的神圣图景 - 樊易欣”Civico 23画廊现场
Immagine della mostra A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin presso la Galleria Civico 23
这种双重性使得艺术家的作品既引人入胜又带有某种“危险性”。它也回响着一个时代:在这个时代里,技术似乎将人们分裂开来。一方面,有人高声谴责,强调机器与人之间那种“扭曲”的关系所蕴含的经验缺失;另一方面,也有人在这种不可避免且具有建设性的现实中看到与时代同步的可能性。
在此我认为有必要提及哲学家伯纳德·斯蒂格勒(Bernard Stiegler)在其著作中经常使用的一个概念——“pharmakon”(药 / 毒)。这个词在其内在含义上既指治疗之药,也指毒药,用以描述一个被技术完全渗透的高度现代社会。技术既可能因其异化作用而导致“去个体化”,也可能在被谨慎使用时成为个人与集体成长的工具。斯蒂格勒认为曾经被其“贫乏性”掏空的象征,在樊易欣的作品中重新强有力地出现。它通过算法回归,艺术家试图让它成为一种“自然的”、合唱式的复兴力量。

展览“人机共生的神圣图景 - 樊易欣”Civico 23画廊现场
Immagine della mostra A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin presso la Galleria Civico 23
如果艺术意味着集体性、传播与共享——无论其起源为何——那么艺术便成为一种知识工具,通过一种认知 / 数字化的过程发挥作用。尽管这种过程极具理性,但它最终仍可能引导我们进入一种情感状态,即使这种情感是由规则与数字序列所驱动的。
正如纳尔逊·古德曼(Nelson Goodman)所指出的,这是一种情感主义与认知主义之间的联系,它们不应被视为彼此分离,而应被理解为紧密相连的关系。正是通过那些非常规的媒介与过程,我们才有可能去探索那个仍然鲜为人知的世界——神圣性的世界,以及我们自身真实本质的世界。正是在与人工智能的持续对话之中,我们可以发现一种“合作关系”。这种合作必然会开启一项新的集体探索,也许它最终会为艺术家始终提出的那个问题带来答案:
“我们将去向何方?我们是谁?我们从哪里来?”

展览“人机共生的神圣图景 - 樊易欣”Civico 23画廊现场
Immagine della mostra A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin presso la Galleria Civico 23
Fan Yixin è una giovane artista che può, ragionevolmente, considerarsi romantica nella misura in cui si fa “viandante” alla ricerca di una dimensione di sacralità che, nella contemporaneità, si misura con strumenti impersonali di identità e ricerca. La sua è un’arte “panteistica” poiché è parte integrante di un mondo costruito sul binomio natura/artificio, attraverso l’incessante costruzione di una dimensione densamente simbolica e virtuale.
Le tre serie che propone in occasione della mostra personale al Civico 23, fotografica, grafica e topografica, pongono molte domande a cui dovrebbero far seguito altrettante risposte. In effetti il grado di complessità, implicito nel lavoro di Fan Yixin, è nel rapporto che queste opere instaurano con l’osservatore. A primo acchito ciò che si deduce dalle immagini prodotte è un variegato mondo fatto di simboli che, in una maniera o nell’altra, conducono ad una percezione lieta, affatto sgradevole, anzi pienamente rispondente a canoni estetici di assoluto equilibrio e simmetria. Tutto sembra rispondere alla piacevole condivisione di forme geometriche, animali e pianeti che ci persuadono della loro pacifica presenza. Altra cosa però succede quando all’osservatore viene chiesto di interpretare quelle stesse immagini come risultato di un “rapporto con l’Altro”, in questo caso con l’intelligenza artificiale. Il silenzio di queste opere è tanto più dissonante quanto la loro vera natura, e così ci troviamo catapultati in una dimensione dai tratti familiari anche se, spesso, dai risvolti imprevedibili. Questo duplice aspetto, che rende le opere dell’artista tanto intriganti quanto “pericolose” , fa eco ad un’epoca in cui la tecnologia sembra dividere individui che da una parte gridano allo scandalo, rimarcando l’assenza di esperienza insita in un rapporto “perverso” tra la macchina e l’uomo, mentre dall’altra trovano approvazione in una situazione ineludibile e costruttiva al passo con i tempi.

展览“人机共生的神圣图景 - 樊易欣”Civico 23画廊现场
Immagine della mostra A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin presso la Galleria Civico 23
Giunti a questo punto mi sembra doveroso richiamare l’attenzione su un termine che il filosofo Bernard Stiegler usa frequentemente nei suoi scritti, il termine è “farmakon” (farmacia) il cui intrinseco significato si alterna tra rimedio e veleno in riferimento ad una società ipermoderna, totalmente pervasa dalla tecnica. Quest’ultima può indurre ad una “disindividualità” se alienante, oppure costituire uno strumento di crescita personale e collettivo se usata con diligenza. Il simbolo che Stiegler ritiene svuotato dalla sua “miseria” ritorna prepotentemente nelle opere di Fan Yixin, ritorna attraverso un algoritmo nel tentativo dell’artista di farne motivo di riscatto “naturale” e corale. Se l’arte è collettività, diffusione e condivisione, qualunque ne sia l’origine, allora diventa strumento di conoscenza attraverso un processo cognitivo/digitale che, nonostante l’estrema razionalità, può, dopotutto, condurci ad uno stato emozionale, anche se dettato da regole e sequenze numeriche.

展览“人机共生的神圣图景 - 樊易欣”Civico 23画廊现场
Immagine della mostra A Sacred Vision of Human-Machine Symbiosis - Fan Yixin presso la Galleria Civico 23
È una connessione tra sentimentalismo e cognitivismo che, come afferma Nelson Goodman, non vanno considerati in maniera separata ma intimamente connessi nel tentativo di scoprire, attraverso mezzi e processi inusuali, il mondo, ancora troppo poco conosciuto, del sacro e della nostra vera essenza. È nel confronto costante con l’AI che va individuata quella “collaborazione” che inevitabilmente aprirà le porte ad una nuova indagine collettiva, un’indagine che, forse, ci darà la risposta ad una domanda che gli artisti si sono sempre posti:
“Dove andiamo, chi siamo, da dove veniamo?”
文 / 安杰洛·达马托
Testo di Angelo D'Amato
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