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展览评论|在文字与图像之间:戈莱格林的诗性绘画

作者:本站编辑      2026-03-21 10:29:52     0
展览评论|在文字与图像之间:戈莱格林的诗性绘画

页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林

Pagine - Emanuele Gregolin

由策展人王鹏鹏策划的艺术家埃玛努埃尔·戈莱格林(Emanuele Gregolin)个人展览页面Pagine2026315在意大利著名文化地标意大利胜利者庄园 (Il Vittoriale degli Italiani)开幕。本次展览特邀艺术评论家米歇尔·拉萨拉 (Michele Lasala) 担任展览学术批评,并由作曲家及钢琴家卡洛·帕拉佐(Carlo Palazzo负责音乐与影像部分的创作与呈现。展览同时也是意大利胜利者庄园文化项目系列“Fatica senza fatica”(无劳之劳)的重要组成部分。

页面作为展览主题,隐喻记忆、时间与叙事的层叠结构。在埃玛努埃尔·戈莱格林的创作中,页面”在承载文字与图像的媒介同时展现一种可被阅读、翻阅与重新书写的空间。艺术家通过绘画、材料与空间装置的结合,将日常经验、历史碎片与个人记忆转化为一种开放式的视觉文本,使观者在观看的过程中仿佛翻阅一本尚未完成的书。

展览通过一系列作品呈现出艺术家对于时间沉积、叙事断裂与视觉书写的持续探索。每一件作品如同一页被撕下或重新拼接的章节,既保留着痕迹与痕印,也为新的意义生成提供空间。在这种创作逻辑中,观看不再是被动的阅读,而成为一种主动参与的翻页过程。

作为本次展览的重要延伸,卡洛·帕拉佐创作的音乐与影像装置将为观众营造沉浸式的感知环境。声音与影像在展览空间中与视觉作品形成互动,使阅读从单一视觉体验扩展为多感官的综合体验,进一步强化作品中关于时间流动与叙事展开的主题。

此次展览在意大利胜利者庄园举办具有特殊意义。作为意大利文化与历史的重要象征,这一场所本身便如同一部巨大的书籍,记录着历史、文学与艺术的交汇。戈莱格林的作品在这一环境中被重新激活,与场地的文化记忆形成对话,也为当代艺术提供了新的解读维度。通过页面,艺术家邀请观众进入一场关于阅读、记忆与时间的旅程。


在这些页面之上,文字与图像彼此交织,构成一种充满不确定性的心灵联想结构。它们之间并不存在明确的逻辑关系或语法秩序来规范彼此的互动,一切都被交付给想象力的自由运作。想象力沿着一条如迷宫般曲折的路径展开,而并不执着于确定的意义。

在这一无限展开、偶然性主导的空间之中,埃玛努埃尔·戈莱格林将绘画与书写缝合在一起,创造出一种新的诗性语言——一种富于唤起力与抒情气质的表达方式。绘画仿佛一层轻纱般铺展在报纸纸面之上,它既覆盖又显露,既遮蔽又揭示;在隐藏与呈现之间,面孔、图像与语句若隐若现,从而向观看者发出关于艺术意义的追问。

戈莱格林的作品似乎在提醒我们:艺术始终超越技艺本身。因为真正的艺术并不栖居于技术之中,而是潜藏在灵魂幽暗而隐秘的空间里——那是一种真实、纯净、尚未被技术逻辑所侵扰的精神领域。艺术从精神深处涌现,如同直觉的闪现,并以多彩纷呈的形式向外绽放。那些形态宛如随风飞舞的纸屑,朝着不可预期的方向飘散。这正是艺术的魅力所在:它既改变世界,也改变人。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

艺术家本质上是一位梦想者。他的栖居之所仿佛在云端;他的身体透明,而他的精神则能够在一瞬间拥抱无限。他在游戏与讽刺之间游走,而在讽刺之中常常揭示出苦涩而深刻的真相。正如这般几乎未触及纸面的轻柔绘画,它看似轻盈,却依然能够部分覆盖纸面,而在覆盖之中反而显露出我们所处现实的阴郁底色。

在这样的现实中,爱与美似乎已不再拥有空间,因为一切都必须服从利润逻辑的支配。然而,即便在这浑浊的池水之中,爱仍然可能绽放。在被油墨染污的纸页之间,也可能浮现出几抹色彩。绘画如同爱欲(eros)一般,它同时触及身体与心灵,是一种震动、一种能量,如电流般唤醒人们的目光,使我们重新凝视世界,并重新看见存在本身。爱欲或许使人失明,但正是在这种失明之中,人反而得以看得更深。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

艺术的目光因此能够穿透他人。然而,当这种目光遭遇那些未曾被爱欲之火点燃的人时,它往往会与一双双浑浊的眼睛相遇。这些人仿佛失去罗盘的船只,在真与假的辩证关系之间漂流。他们所见的是面具,而不是面孔。真正的面孔迷失在无知的幽暗曲径之中,并在娱乐至上的醉意里逐渐消散。

绘画首先是一种精神的游戏,它并不与市场逻辑相混同。在市场之中,对利润的渴望往往使人丧失对艺术与美的感知,也使那些缺乏生命冲动的人目光失明。人们追逐虚假的神话,以平庸的意见为食,将真理误认为谎言。在这样的混乱之中,意见往往比真理更具权重。迷雾弥漫,人们甚至难以辨认自己正在观看的对象。形式逐渐消散,情感变得如云般难以触及。我们彼此接近却又彼此疏离,逐渐失去理解彼此的能力,不再习惯真正的沟通。目光漂浮在一个中性的空间之中,在那里意义不断逃逸,身份逐渐消散。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

我们仿佛滑入一种流动性的现代性之中——一种日益趋向虚无主义的现代性。在这样的时代,没有任何事物注定持久存在。一切从存在滑向非存在,每一个稳定的坐标都在动摇,让位于一种不稳定的世界观。这种世界观并不试图确立意义,而是以无数空洞的意见将意义加以否定。语言由此彼此混杂,词语彼此混淆,相对主义占据主导地位。任何意义的地平线都被一种粗糙而平庸的模糊性所取代,它既侮辱了理性的尊严,也熄灭了激情的火焰。

在这样的语境中,戈莱格林的绘画通过抹除与遮蔽展开自身。然而正是在这种看似否定性的操作中,它悖论式地使未被言说之物显现出来。戈莱格林通过覆盖来揭示:覆盖并非隐藏,而是一种显现机制,它使那些原本被视为理所当然的事物重新获得可见性。于是,现实重新获得重量,形式重新恢复其清晰的轮廓。词语重新找回自身的意义,并再次成为通向世界的窗口——成为照亮思想的光源,使思想充满图像、色彩、声音与现实。

维特根斯坦曾指出:我的语言的界限,就是我的世界的界限。如果我们没有描绘现实的词语,我们便无法界定现实;如果缺乏表达情感的词汇,我们便无法理解他人的自我、欲望、需求与痛苦。当语言匮乏时,他者只是一种模糊的存在;而当思想与语言重新被唤醒,我们才开始真正看见他,并理解他是谁。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

艺术正是这种奇迹得以发生的场域。在这里,那些此前难以想象的宇宙得以展开。诗性语言因此提升精神,并使精神向一种更高的光明敞开——这里的上帝并非宗教意义上的实体,而是那种使人能够看见与理解的光。海德格尔曾说:只有一个上帝才能拯救我们。在某种意义上,这个上帝正是诗性的语言本身。唯有诗性语言能够撬动并拆解那些由日常闲谈所维系的惯常结构,也唯有它能够穿越当代的虚无主义,并将黄昏转化为新的黎明。

在这些页面上,绘画构筑结构,并与文字共同生成具有无限几何可能性的心灵建筑。它由此开启梦的维度——在那里,一切皆有可能,逻辑结构让位于想象的自由生成。色彩成为一种音符、一种感官与精神的刺激,而观看者的目光则完成剩余的意义建构。符号与形态宛如象形图,与词语共同生成意义,并在无穷无尽的指涉网络中延展。每一次抵达都意味着新的出发,每一次定义都意味着新的问题。答案并不存在,存在的只是一个巨大的问号——它向灵魂敞开存在的广阔维度。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

因此,绘画既是一种内在经验,是情感与记忆;同时也是期待、沉思、纯粹观念与纯粹精神。它唯独不是物质性的存在。它是一种关于超越性的视觉经验,是普遍性在形象中的显现。

在心灵之中,风景不断展开:河流、山谷、群山、丘陵、溪流、湖泊、道路与房屋。正是绘画的唤起力量生成了这些精神景观。在这一意义上,绘画如同语言本身——一种伟大的隐喻。

正如诗人戈特弗里德·本(Gottfried Benn)所言:

一个词,一句话:从密码般的符号之中,生命被发现,意义如闪电般显现;太阳停驻,群星沉默,一切在其中凝聚。

一个词:一道闪光,一次飞翔,一团火焰,一次燃烧,如流星坠落的一抹光辉。随后再次是无边的黑暗,在世界与自我周围的空旷空间之中。

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

Sulle pagine parole e immagini si intrecciano fra loro per creare associazioni mentali imprevedibili. Non c’è nessuna logica e nessuna sintassi a regolare il loro rapporto, e tutto è lasciato al libero gioco dell’immaginazione, che segue un percorso labirintico senza preoccuparsi del senso.

In questo spazio infinito, dove tutto è lasciato al caso, Gregolin cuce pittura e scrittura per dare vita a un nuovo linguaggio poetico, evocativo e lirico. La pittura si distende come un velo sulla carta di giornale. Essa copre e scopre, cela e svela, nasconde e rende visibile, volti, immagini, frasi per interrogare chi osserva sul senso dell’arte.

L’arte è sempre al di là della tecnica, sembra dirci Gregolin, perché essa si annida dentro le oscure stanze dell’anima autentica, incorrotta e non violata dalla tecnologia. L’arte sgorga dalle profondità dello spirito come intuizione e si estrinseca in uno sfarfallio multicolore di forme, che come coriandoli al vento prendono le più imprevedibili direzioni. È questa la magia dell’arte. Trasformare il mondo e trasformare l’uomo.

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

L’artista è un sognatore e la sua dimora è tra le nuvole, il suo corpo è trasparente e la sua mente abbraccia in un solo sguardo l’infinito. Egli gioca e ironizza, ma nell’ironia svela spesso amare verità. Come questa pittura delicata che quasi non tocca il foglio, ma riesce comunque in parte a coprirlo e coprendolo scopre la triste realtà dentro cui viviamo.

Una realtà dove non c’è più spazio per l’amore e la bellezza, perché tutto deve rispondere alla logica del profitto. Dentro questo torbido stagno però può fiorire l’amore. Dentro queste pagine sporcate di inchiostro, può spuntare qualche nota di colore. La pittura è come l’eros. Essa tocca il corpo e la mente, ed è vibrazione, energia, una scossa elettrica che riattiva lo sguardo sul mondo. E fa vedere ciò che esiste. L’eros acceca, ma nella cecità l’uomo vede più addentro.

E vede dentro gli altri. Ma il suo sguardo si scontra con gli occhi opachi di chi non è stato toccato dalla fiamma dell’eros e vaga, come una nave che abbia perduto la bussola, nella dialettica tra il falso e il vero. Vede maschere. Non vede volti. I volti si perdono nei meandri oscuri dell’ignoranza e si dissolvono dentro l’ebbrezza del divertissement.

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Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

La pittura è un divertimento dell’intelletto e non si confonde con le logiche del mercato, dove la sete di guadagno fa perdere il senso dell’arte e della bellezza, e acceca gli occhi di chi non ha slancio vitale. Di chi si perde seguendo falsi miti e si nutre di banali opinioni, e scambia la verità per menzogna. Nella confusione le opinioni contano più della verità. E in tale nebbia, si fa fatica a capire cosa stiamo guardando. Le forme si dissolvono e i sentimenti diventano impalpabili come le nuvole. Siamo vicini ma distanti. Incapaci di comprenderci, non più abituati alla comunicazione, e gli sguardi si perdono dentro uno spazio neutro dove il senso sfugge e dove le identità si dileguano.

Scivoliamo dentro la liquidità di una modernità sempre più nichilista, dove nulla è destinato a permanere. Tutto passa dall’essere al non-essere e ogni punto fermo vacilla a favore di una precaria visione del mondo, che non vuol fissare un senso, piuttosto lo nega con milioni di vuote opinioni. Così i linguaggi si mescolano, le parole si confondono, il relativismo trionfa. Ogni orizzonte di senso viene sostituito da un mediocre pressappochismo, che offende l’intelligenza e spegne le fiamme della passione.

La pittura di Gregolin cancella, occulta, ma in questa operazione paradossalmente rende visibile il non-detto. Al pari di Christo, Gregolin copre, e nel coprire non nasconde, ma svela, rende presente ciò che prima era dato per scontato. Finalmente la realtà riacquista il suo peso e le forme ritrovano la loro definizione. Le parole si riappropriano del loro significato e ritornano ad essere finestre sul mondo. Luci che illuminano il pensiero e lo riempiono di immagini, di colori, di suoni, di realtà. Die Grenzen meiner Sprache bedeuten die Grenzen meiner Welt (I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo) diceva Wightestain. Non posso definire la realtà se non posseggo le parole per disegnarla, non posso comprendere il tuo io, i tuoi bisogni, i tuoi desideri e le tue sofferenze se non posseggo il vocabolario delle emozioni. Se sono privo di parole, non sei un’apparizione interessante. Ma lo diventi non appena mi fornisco di pensieri e inizio a guardarti e a comprendere chi sei.

展览“页面 - 埃玛努埃尔·戈莱格林”意大利胜利庄园博物馆开幕现场
Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

L’arte è lo spazio dove questo miracolo può avvenire; il luogo dove si squadernano universi prima impensabili e non immaginati. La poesia eleva dunque lo spirito e lo apre a Dio, inteso come quella luce che permette di vedere e di capire. Solo un Dio ci può salvare, diceva Heidegger, e questo dio è proprio il linguaggio poetico. Il solo in grado di scardinare e smantellare le strutture convenzionali dentro cui la chiacchiera quotidiana regna sovrana. Il solo che può attraversare e poi superare il nichilismo contemporaneo, trasformando il crepuscolo in una abbagliante aurora.

Su queste pagine la pittura edifica e con le parole crea mentali architetture dalle infinite geometrie. E apre così alla dimensione del sogno, dove tutto può accadere e dove ogni struttura logica lascia il posto alla immaginazione. Il colore è una nota, un input, uno stimolo sensoriale e mentale, l’occhio di chi guarda fa il resto. I segni e le forme sono pittogrammi che acquistano senso insieme alle parole, in un gioco di rimandi che procede all’infinito e non arriva mai al punto. Anzi ogni arrivo è già una ripartenza, ogni definizione è già una questione aperta. E non c’è risposta. C’è solo un grande punto interrogativo che spalanca le porte dell’anima alla grandezza dell’esistente. E la pittura è così vissuto interiore, sentimento, memoria, ma anche attesa, riflessione, pura idea, puro spirito. Tutto fuorchè materia. È visione del sovrannaturale, è immagine perfetta dell’universale.

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Immagine della mostra "Pagine - Emanuele Gregolin" al Vittoriale degli Italiani

Nella mente si distendono paesaggi, con fiumi, valli, montagne, colline, torrenti, laghi, strade e case. Sono i paesaggi che la pittura genera con la sua forza evocativa. E in questo la pittura è come la parola. Una grande metafora. Non si potrebbe spiegare meglio di come ha fatto un poeta come Gottfried Benn: “Una parola, una frase: da cifrati / segni scoperta vita emerge, fulmineo senso: / ristà il sole, tacciono le sfere, tutto in quella si raddensa. / Una parola: un bagliore, un volo, un fuoco, / un vampo, di stella cadente un brillio. / Poscia di nuovo sterminato buio, / nel vuoto spazio intorno al mondo, e all’io”.

文 / 米歇尔·拉萨拉

Testo di Michele Lasala

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